mercoledì 5 maggio 2010



Trovo facebook un grandissimo strumento di comunicazione tuttavia buona parte della gente è ancora troppo incivile per utilizzarlo in maniera nobile e costruttiva. Dopo la sconfitta della Roma in coppa Italia sono già presenti alcuni gruppi sul social network in questione, che inneggiano più o meno indirettamente alla violenza, schierandosi a favore del capitano giallorosso, approvando l'intervento ai danni di Balotelli. Tifo Roma ma non ho per questo difficoltà ad affermare che gruppi del genere sono vergognosi. Chiunque difenda un gesto violento, antisportivo e diseducativo come questo, non merita di parlare di sport. Il capitano in questa circostanza ha definitivamente fugato ogni eventuale dubbio riguardo i suoi limiti.
Calcisticamente geniale ma dal punto di vista emotivo/comportamentale
ha dimostrato di essere piccolo piccolo. Non l'ho affatto condannato per il pollice verso ma se abbiamo crocifisso più o meno tutti zidane nella finale mondiale del 2006, non capisco perchè ora dovremmo schierarci a favore di Totti. Lo sputo a Poulsen, il pugno a Colonnese... è un vero peccato. Io non me la sento proprio di fare il fondamentalista e approvare la violenza solo perchè ad esercitarla è il giocatore che rappresenta la squadra per cui tifo.

lunedì 3 maggio 2010



Ogni volta che rivedo le giocate di questo straordinario campione mi vengono sempre i brividi. Se ci pensate ha vinto appena 2 campionati, una coppa uefa, una coppa italia e tuttavia anche un meritatissimo pallone d'oro. Uno dei pochi giocatori se non l'unico, nel quale si identificava ogni tifoso del calcio, l'unico a renderci fieri di essere italiani. Ci metteva tutti d'accordo. ha stretto i denti a lungo anche oltre le sue reali possibilità fisiche e nonostante tutto proprio sul finire della sua carriera ha messo a segno alcune tra le sue reti più belle. è stato quasi malinconico vederlo negli ultimi tempi, calcare i campi di un calcio ormai profondamente cambiato ed impoverito dal punto di vista tecnico a favore di una fisicità estrema; un calcio ormai quasi privo di valori come l'umiltà, il rispetto e la dignità di cui era primo rappresentante. Ed è forse proprio per questo che ha ritrovato la dimensione del campione proprio in provincia, dove probabilmente si respirava ancora un po' l'aria di quel calcio genuino che l'aveva accolto qualche anno indietro. Alla luce dei recenti scandali che hanno macchiato in maniera indelebile la credibilità di questo campionato, alla luce di una cultura che mette al primo posto l'odio, l'invidia ed il risentimento verso il prossimo, credo di non essere l'unico ad auspicare un reset totale per ripartire magari da quella che per me è e resterà per sempre l'immagine di un calcio pulito di cui siamo tutti orfani.